La vita del Merisi nel film di Giovanni Piscaglia che intreccia due percorsi: quello spirituale del pittore e quello dei fedeli in cammino verso Roma per il Giubileo del 1600
Un artista in cammino, inquieto e ferito dalla luce, che cerca nella pittura un varco di grazia, e una città che nel ritmo dei Giubilei rinnova se stessa.Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo, diretto da Giovanni Piscaglia su soggetto di Didi Gnocchi, è un documentario che intreccia due percorsi: quello spirituale di Michelangelo Merisi e quello dei pellegrini che ancora oggi attraversano Roma in cerca di perdono. Nelle tre giornate dell’1, 2 e 3 dicembre il film arriva in sala come evento speciale, proponendo una lettura esplicitamente religiosa del pittore. Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios in partecipazione con Sky e in collaborazione con “Avvenire” e con Gallerie d’Italia-Intesa Sanpaolo, verrà presentato al pubblico mercoledì 25 novembre alle ore 12 nella Sala Lettura della Biblioteca Braidense, a Milano.
Il film segue l’intera esistenza di Caravaggio dalla nascita a Milano all’arrivo a Roma, seguendola poi negli anni drammatici dell’esilio dopo l’omicidio di Ranuccio Tomassoni e la condanna alla pena capitale: Napoli, Malta, ancora Napoli, le speranze di grazia e il finale beffardo di una morte sulla soglia della salvezza che forse nemmeno un romanzo avrebbe potuto immaginare. Ma soprattutto il documentario ha la bella intuizione di riconoscere nel Giubileo del 1600 un vero e proprio fulcro nella vita e nell’opera dell’artista: è quello infatti l’anno in cui debuttano le opere rivoluzionarie della cappella Contarelli, in San Luigi dei Francesi. I numerosi studiosi coinvolti – tra cui Francesca Cappelletti, Claudio Strinati, Maria Cristina Terzaghi, Franco Cardini, Maria Gloria Riva, Alberto Rocca, Timothy Verdon, Marco Roncalli – concordano nel riconoscere in quell’anno una frattura linguistica: la fine delle scene di genere e la nascita del Caravaggio interamente dedito al sacro. Non solo un pittore religioso, ma, come osserva Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, un pittore «religiosamente fondato». Le tele della cappella Contarelli diventano così il segno di uno scarto irreversibile: nella Vocazione e nel Martirio di san Matteo la realtà quotidiana è il luogo del mistero e la grazia irrompe nella scena umana.
Il film intreccia costantemente passato e presente, accostando la Roma della storia a quella dei pellegrini di oggi: giovani in cammino, riti comunitari, momenti di preghiera e di devozione. Questo parallelismo offre una importante chiave di lettura: il Giubileo come tempo in cui la città chiede all’arte di testimoniare una possibilità di rinnovamento. Strinati ricorda che Caravaggio arriva a Roma «in una città che chiede arte», al centro di un grande e lungo progetto di trasformazione urbana che unisce Sisto IV, Giulio II e, soprattutto, Sisto V proprio nell’ottica degli Anni Santi: è infatti nelle trasformazioni per i Giubilei, sostiene lo storico dell’arte, che prende forma l’idea moderna di urbanistica. Il documentario è dunque anche un racconto di quanto gli Anni Santi abbiano inciso sulla materia stessa della città. Spetta invece a Franco Cardini ricostruire il Giubileo dal punto di vista storico: il flusso dei pellegrini, il clima penitenziale, il significato di un movimento di popolo che diventa istituzione, un’esperienza spirituale e insieme fisica, fatta di fatica, pericoli, malattia. Secondo lo storico, Caravaggio «comprende questa dimensione esistenziale del pellegrinaggio e la traduce nella sua sensibilità realistica».
Un punto di forza del documentario è senza dubbio proprio nella qualità degli interventi degli studiosi che, muovendosi sempre entro una narrazione di istantanea accessibilità, inquadrano l’artista e la sua opera al di fuori dei cliché maledettisti che l’hanno a lungo gravata (anche, ma non solo) nel successo popolare. Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, offre una lettura puntuale della Canestra di frutta come meditazione religiosa sulla fragilità creaturale. Terzaghi sottolinea come il legame tra sacro e umano renda Caravaggio profondamente contemporaneo, mentre Cappelletti parla della sua pittura come di una «fotografia dell’anima». Strinati, infine, riconosce una «misericordia, un amore universale che si respira nelle sue opere», definendolo senza esitazioni «un grande artista religioso».
Non mancano gli affondi più propriamente teologici e spirituali. «Caravaggio non umanizza i santi, santifica gli umani», osserva Maria Gloria Riva: nei suoi quadri il sacro si deposita nei volti comuni, sui piedi sporchi, nelle ferite. Nella versione finale della Conversione di san Paolo – definita da Strinati «opera giubilare per eccellenza» – il peccatore alza le braccia verso la luce come un bambino verso la madre. Timothy Verdon insiste infine sulla forza della luce: oltre il buio apparentemente impenetrabile dei fondi caravaggeschi, dice, «c’è la gloria del Salvatore»: un passaggio simbolico dalla morte al peccato e l’accesso alla vita del Risorto.
Il merito maggiore del lavoro di Piscaglia è dunque proprio quello di riportare Caravaggio al centro di una lettura religiosa, riconoscendo nell’inquietudine del pittore prima di tutto una domanda spirituale. Anche quando la narrazione indulge su qualche passaggio a effetto o, per quanto riguarda il processo e la condanna, confonde un poco piano giudiziario e teologico, la direzione è chiara: cercare, nelle tele, l’impronta di un artista che ha fatto del buio un luogo di rivelazione e del realismo una via per parlare della salvezza. È in questa tensione che il film trova la sua attualità, la ragione per cui Caravaggio, come suggerisce suor Riva, «sembra aver dipinto per il nostro tempo».
Presentazione alla Braidense
“Avvenire” invita i suoi lettori a scoprire in anteprima il documentario Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo mercoledì 26 novembre alle 18 in una proiezione riservata nel Cinema Arcobaleno di Milano (viale Tunisia 11). I posti disponibili sono ottanta e saranno assegnati in ordine di iscrizione sul sito mn.avvenire.it/caravaggio. L’iscrizione si chiuderà automaticamente al raggiungimento del numero massimo. Sempre a Milano, martedì 25 alle ore 12 nella Sala Lettura della Biblioteca Braidense, il film sarà presentato in un incontro istituzionale con gli interventi di Didi Gnocchi (3D Produzioni), Franco Cardini, suor Maria Gloria Riva, il direttore della Pinacoteca Ambrosiana monsignor Alberto Rocca, e i saluti di Angelo Crespi, direttore della Grande Brera; Marco Girardo, direttore di “Avvenire”; Giovanni Morale, vicedirettore delle Gallerie d’Italia; Omar Schillaci (Sky Italia); Franco Di Sarro (Nexo Digital).
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