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Rocco Siffredi: la dipendenza dal sesso ha una natura diabolica

In una recente intervista televisiva la star italiana del porno ha parlato della sua schiavitù dal sesso vissuta con grande sofferenza, ed ha affermato che questa folle ossessione ha caratteristiche demoniache

Il 15 novembre scorso Rocco Siffredi, il re del porno, è stato ospite del programma Belve di Rai2 condotto dalla giornalista Francesca Fagnani.

Perché dovremmo parlarne su un giornale cattolico? molti si domanderanno. Generalmente ci si aspetta poco di autentico, anzi, pochissimo, da un persona come lui. E infatti gli inizi dell’intervista hanno rispettato i pronostici: al saluto della conduttrice il pornodivo risponde con la classica battutina a doppio senso.

Rocco Siffredi e la sofferenza causata dalla schiavitù dal sesso

Ma c’è un passaggio che mi ha particolarmente colpito, e che esce fuori dalla solita narrazione del pornodivo fatta di prestazioni, particolari hard, guadagni da capogiro ed episodi accaduti sul set. Siffredi, ha confidato commosso qualcosa di profondo e doloroso di sé: il desiderio di castrarsi e di morire per liberarsi dalla dipendenza dal sesso.

E non è tutto. L’intervista apre a una seria riflessione che non ci saremmo mai aspettati venire stimolata da questo personaggio.

Con 1700 film all’attivo, e 130 premi vinti, l’attore ha annunciato una (semi)novità: ha smesso da pochi mesi per la terza volta (sperando sia quella buona) di recitare nei film pornografici, ma non di girarli. Perché: “il porno non è solo la mia vita è anche il mio lavoro”.

“Non recito più”

Finalmente sembra che mi sono fermato eh! – afferma – da un po’ di tempo non faccio più nulla come attore, non più davanti alla telecamera. (…) E sembra che ce la sto facendo, perché ho detto tre volte mi fermo e poi ci ricasco, sono molto debole da quel punto di vista. (…) mi dirigo completamente verso mia moglie. Una volta mi dissero: “Rocco, il segreto è guardare solo tua moglie e tutta l’energia solo su di lei”. Devo dire che sta funzionando.

Siffredi è sposato da 29 anni con la moglie Rozsa e sono genitori di due figli.

L’abisso della promiscuità

Nel 2004 aveva per la seconda volta lasciato il mondo del porno proprio per dedicarsi alla famiglia, per avere un rapporto più puro e autentico con Rosa. Ma purtroppo non riesce a rispettare questo proposito. La giornalista legge una passata dichiarazione di Siffredi:

“Sono andato con più di mille prostitute per strada perché ero pazzo. Mia moglie è così carina ma mi mancava la varietà”.

Uomini, donne, trans

Lui la commenta così:

Non solo prostitute, tutto quello che la dipendenza ti da. Esci e vedi uomini, donne, trans. Tutto. (…) i bambini mi dicevano: “papà giochiamo, papà giochiamo”. E io dicevo: “papà deve uscire adesso, poi arrivo arrivo”. Tutti i giorni, tutti i giorni.

E invece tornava a casa tardi la sera, dopo aver avuto per tutta la giornata “rapporti no stop”.

Rocco Siffredi: andavo con chi capitava senz’anima

Non mi sono fatto mancare nulla – continua – semplicemente andavo senz’anima, andavo. Uscivo e se non trovavo una prostituta era un prostituto, era uguale, era tutto uguale.

Francesca Fagnani legge una seconda dichiarazione dell’attore:

“Quando questa voglia mi assale nella sua forma più violenta, arrivo persino a pensare che vorrei castrarmi per risolvere il problema. Ma è proprio a quel punto che chiedo aiuto a Dio tramite l’intercessione di mia madre”.

“Chiedevo a Dio di farmi morire”

Il pornodivo aggiunge e spiega cosa la dipendenza ha causato alla sua persona: il desiderio di morire. Questo è uno dei passaggi più forti di tutta l’intervista:

“Cosa chiedeva in quei momenti a Dio o sua madre?” domanda la giornalista.

Siffredi risponde piangendo: “di farmi morire semplicemente”.

Un periodo tragico e difficilissimo durato a lungo, racconta, e da cui oggi ne è uscito “abbastanza fuori” con l’aiuto di sua moglie.

Ho paura che completamente fuori non ci sarò mai, però devo cercare di dirigere le mie energie per riuscirci. Devo dire che sono migliorato molto. Riesco a gestire la mia personalità, a non essere troppo debole.

Rocco Siffredi: “oggi il diavolo è il sesso”

La conduttrice legge una terza dichiarazione:

Lei una volta ha definito questa dipendenza una sorta di diavolo affermando: “mi manda a volte fuori di testa, fino al punto di farmi diventare quasi aggressivo. C’è stata una volta in cui ho avuto paura di non sapermi fermare”.

Il pornostar commenta:

Quando si parla di diavolo secondo me oggi il diavolo è il sesso. (…)

La dipendenza dal sesso ha caretteristiche demoniache

È un’affermazione fortissima, in quanto pronunciata da un uomo assolutamente lontano dalla fede. E qualunque accezione si voglia dare al termine da egli usato: “diavolo”, non vi è alcun dubbio che Siffredi viva la sua ossessione per il sesso come qualcosa di demoniaco. Quindi come una forza maligna a cui è non possibile resistere, che prende stabilmente possesso della vita mentale portando l’individuo, attraverso la seduzione di un piacere illimitato, all’autodistruzione.

Le parole di Rocco Siffredi per un credente risuonano angosciosamente come la rappresentazione vivente della modalità subdola con cui il demonio – oggi più che mai – si impossessa di un’anima, rendendola schiava e asservita a sé.

In questo senso egli diventa senza volerlo il “testimonial perfetto” di quanto la Chiesa afferma con forza riguardo i danni gravissimi che la schiavitù dal sesso e la pornografia arrecano agli individui, specialmente i più giovani, svuotandoli della loro vitalità e lasciandoli tremendamente infelici.

Fonte: Silcia LUCCHETTI | Aleteia.org

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