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GMG. Un protagonista inaspettato

Andrea Mandelli è morto a 19 anni nel 1990. Sarà tra i protagonisti della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Ecco come è nata la mostra su di lui a Lisbona.

Nel 2018 ho trascorso alcuni mesi a Roma, dove ho avuto l’opportunità di studiare due cose a me molto care: la letteratura e la storia dell’arte. Come in ogni esperienza accademica o professionale all’estero, ho conosciuto molto di più del semplice contenuto delle lezioni. Anzi, direi che quella è stata la parte più “piccola” di ciò che ho imparato – e una buona scusa per passare qualche mese lontano da casa, in una città bella e importante per la cristianità come la Città Eterna.

Come mi ha detto un amico il mio ultimo giorno prima di tornare in Portogallo: «Quello che porti via da qui non sono le pietre che hai visto, ma le persone che hai incontrato».
Nella mia vita ho avuto l’opportunità di incontrare molte persone, la maggior parte delle quali vive, alcune delle quali già fuori dal mondo. No, non sto parlando dei santi medievali che troviamo sugli altari di qualsiasi chiesa del mondo. A Roma mi sono imbattuto nella storia di tre giovani santi di oggi: Carlo Acutis, Chiara Corbella e Andrea Mandelli. Quest’ultimo forse è il meno conosciuto, ma confesso che è la storia che più mi interessa (c’è un libro scritto da Giovanna Falcon – Ti regalo la mia molla, Edizioni Itaca – che la racconta molto meglio di me e che vi consiglio di leggere).

L’incontro con Andrea è avvenuto grazie a un altro amico, anch’egli di nome Andrea, che mi ha mostrato la vita di un ragazzo, morto a 19 anni, che, come me, aveva incontrato il movimento di Comunione e Liberazione negli anni del liceo. E la sua vita, come la mia, non è più stata la stessa. Tutto mi suggeriva di approfondire la storia di questo ragazzo. La sua vita porta un grande insegnamento alla mia. Non sto parlando di lezioni morali o simili, ma di qualcosa di fondamentale: attraverso una comunione di persone, un’amicizia, conosciamo Qualcuno che dà senso a tutta la nostra vita. Proprio come nello scalare le montagne, tanto amate da Andrea, che si dedicava alle escursioni con la famiglia e gli amici: è completamente diverso salire in cima da soli o in compagnia.

A cosa ha dedicato i suoi 19 anni di vita Andrea? A comunicare a tutti la bellezza della vita che la fede gli ha permesso di vedere e vivere, invitando tutti nel luogo di comunione con la Bellezza fatta carne. Non facendo proselitismo, ma stringendo sinceramente amicizia con tutti, perché chi è veramente amico non può che voler vedere i suoi amici felici.

Incontrare lui mi ha portato a conoscere la sua famiglia, il luogo in cui è stato generato nella vita e nella fede: prima, attraverso il libro, ho letto degli amici, del padre Antonio, la madre Sofia e i suoi sei fratelli, di cui Andrea era il quarto. Poi li ho incontrati in carne e ossa. Nel maggio 2021 ho conosciuto i genitori di Andrea e alcuni dei suoi fratelli, dove ho potuto constatare l’intensità di vita che avevo percepito nel libro. Ho anche incontrato Giovanna Falcon, un’amica di lunga data della famiglia, che non aveva mai conosciuto Andrea e a cui il padre Antonio aveva chiesto di scrivere un libro sulla sua vita.

Poi, quando il libro è stato pubblicato in Portogallo, anche se le circostanze familiari erano difficili – la mamma di Andrea era affetta da Sla ed è morta nel marzo successivo; il marito di Giovanna, Luciano, era reduce da un delicato intervento chirurgico -, sia Antonio che Giovanna hanno fatto le valigie e sono venuti a Lisbona, per presentare il libro sulla vita di Andrea, con testimonianze personali e intense. In una lettera che ho scritto per ringraziarli della loro visita, ho accennato all’intuizione che avevo avuto: che Andrea sarebbe stato uno dei protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023, anche se nella sua vita non aveva mai partecipato a una GmG. Come è stato possibile?

Nel febbraio 2022, proprio nella settimana del compleanno di Andrea, ho avuto un’udienza con il Cardinale Patriarca di Lisbona, al quale ho regalato il libro e ho parlato brevemente di come mi ero imbattuto nella storia di Andrea. Gli ho parlato del libro come contributo alla GMG che si stava avvicinando. Il Patriarca ha detto che sarebbe stato un bene fare qualcosa su Andrea per le migliaia di giovani che sarebbero venuti in Portogallo.

Sono quindi iniziati i colloqui con la famiglia Mandelli, con i responsabili del movimento, con i Vescovi legati alla storia di Andrea e con il Comitato organizzatore della GmG, affinché potesse avere un posto nel “Festival dei Giovani”, per unire le forze e proporre e costruire una mostra che raccontasse ai giovani di tutto il mondo chi era. Io stesso sono venuto a conoscenza della storia di Andrea nel 2018 attraverso una mostra e la sua testimonianza mi ha profondamente segnato. Chissà cosa “farà” Andrea con chi visiterà questa mostra?

L’esposizione della mostra “Vi offro la mia molla – Vivere intensamente il reale” sarà dall’1 al 4 agosto alla Fondazione Champalimaud; il 3 agosto alle 14 si terrà l’incontro di presentazione.

Fonte: Ricardo Formigo | Clonline.org

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