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Francia, il pellegrinaggio di Chartres fa il botto

 

Non capita tutti i giorni, specie di questi tempi, di apprendere di un evento cattolico di grande partecipazione o – addirittura – in crescita. Per questo si resta stupiti dalle notizie che arrivano dalla Francia, e precisamente, dal 41° pellegrinaggio annuale di Chartres, in programma questo fine settimana. Si tratta, come noto, di un percorso a piedi in tre giorni lungo i 100 km circa che separano la cattedrale di Notre-Dame a Parigi dalla cattedrale di Notre-Dame a Chartres: da chiesa a chiesa, da gotico a gotico, da Nostra Signora a Nostra Signora. Ora, questo pellegrinaggio storico ha da tempo riscosso successo.

Basti pensare che nel 2019 aveva raccolto già circa 10.000 persone. Il fatto è che però l’edizione di quest’anno di pellegrini ne prevede oltre 16.000, facendo segnare un aumento del 60%. Tanto che l’associazione Notre-Dame de Chrétienté, gli organizzatori dell’evento – che riunisce gran parte degli istituti religiosi e dei gruppi di laici legati alla Messa “in rito antico” –, ha, sia pure a malincuore, dovuto chiudere le iscrizioni, rifiutando tutte le richieste di adesione che sono pervenute dopo il 19 maggio. Una decisione che è stata apertamente definita «dolorosa», anche se priva di alternative per varie questioni, non ultime quelle di sicurezza.

Non è finita. Sempre dalla Francia e sempre con riferimento ai fedeli che hanno a cuore “in rito antico”: quella della crescita del gradimento di questa Messa da parte dei giovani. A rivelarlo è un nuovo sondaggio effettuato da La Croix che – ricordando che se il pellegrinaggio di Chartres batterà il record di presenze lo farà, quest’anno, proprio grazie a ragazze e ragazzi – rivela come il 38% dei giovani in partenza per la Gmg (dove essa non ci sarà) apprezza la Messa tradizionale e quasi il 10% la indica come la propria messa preferita. Numeri, visto il periodo storico, che non ci si aspetterebbe.

Eppure, di questo non c’è più di tanto da stupirsi. Come difatti si era messo già in luce sulle pagine del Timone dello scorso dicembre – dedicato al fenomeno dei cosiddetti «ultracattolici» (qui per abbonarsi alla rivista) -, esistono numerosi indicatori e riscontri non solo dalla Francia, ma da vari Paesi europei, inclusi quelli del nord, che lasciano intravedere come la fede del futuro, quella cioè che si candida a superare la stagione della secolarizzazione, non sia la fede mondana o liquida, per dirla alla Zygmunt Bauman, bensì la fede forte. Che è precisamente quella che nelle prossime ore sfilerà nel tradizionale pellegrinaggio francese.

Fonte: Giuliano GUZZO | IlTimone.org

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