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Don Fabio Rosini: così si distingue l’amore falso da quello vero
— 18 Dicembre 2020— pubblicato da Redazione. —
Il biblista su YouTube ci allerta sull’amore imperfetto, a “responsabilità limitata”. Lontano da Dio e dalla “morte”
Don Fabio Rosini ci insegna come distinguere l’amore falso, imperfetto da quello vero, autentico. Lo fa nel corso di “Visto che stai a casa”, incontro virtuale su YouTube con i Frati Minori del Palatino di Roma, in onda il sabato sera sul canale Frati Palatino.
Nella quarta puntata di sabato 12 dicembre, lo spunto della discussione sono le virtù teologali, che emergono da scritti e riflessioni di San Francesco. Il compito di Don Fabio è di attualizzarle. Dopo fede e speranza è il turno della carità.
«La carità perfetta – esordisce Don Fabio – vuol dire due cose. La prima cosa è che se c’è carità perfetta significa che c’è amore imperfetto, falso. Tanta gente ha un’esperienza di questo tipo, una delusione. “Doveva essere amore, ma non era amore. Messo alla prova si è smascherato: era altro”.
Amore a responsabilità limitata
«Solo l’amore vero dà gioia vera – prosegue il sacerdote bibilista – L’amore non vero dà una gioia evanescente. Ma perché l’amore può essere falso?». La risposta è affermativa. E può esserlo quando è «incompleto». «Ami – sottolinea Don Fabio Rosini – ma fino a un certo punto. Ami finché stai nella zona della auto-conservazione. Pensate a quelle lettere in cui scrivete alla vostra metà o viceversa: “Io per te affronterei mari e fiumi, ecc”. E poi quando vi date l’appuntamento, dite “Allora ci vediamo domani….ma se piove non riesco a venire…”. Se vado in perdita, insomma, non ci sto. Questo amore è a responsabilità limitata. Non è vero amore».
Il diritto a sbagliare
Infatti, «uno ti ama se ti dà il diritto a sbagliare, ad essere imperfetto, ti perdona. Non vi raccontate balle su questo punto». L’amore è un cammino che necessità di incrociare questa comprensione da parte dell’altro, per poi arrivare ad essere «pieno, adulto, maturato».
«L’amore – afferma Don Fabio Rosini – è Dio stesso, è lo Spirito Santo. Pensare di darsi da sé l’amore, significa entrare in una contraddizione tra due cose altrettanto vere. La prima: che desideriamo amare. Innamorarsi è bellissimo, avere un cuore e un’intelligenza orientati al bene è bellissimo, fare atti di amore è bellissimo».
L’autoconservazione
Ma se da una parte desidero amore, «dall’altra voglio vivere, voglio autoconservarmi. Dove è il problema? Io amo fino in fondo, quando perdo me stesso! Se voglio amare difendendo me stesso, l’altro sarà sempre una “app” del mio “sistema operativo”, sarà una parte della mia sopravvivenza. Per amare devi sapere trascenderti. Quando hai visto qualcuno che ti ha amato veramente ? Quando una persona si è messa al secondo posto dopo di te. Si ama quando si perdere la vita per lui o lei».
“Forte come la morte”
Il sacerdote – che è anche responsabile del Centro per le Vocazioni del Vicariato di Roma – racconta che «quando fui ordinato parroco, sapevo che la gente in chiesa mi guardava e si stava chiedendo: questo parroco darà la vita per noi, ci aiuterà, si occuperà di noi? Sarà per noi?».
L’amore è «forte come la morte. Combattono l’uno contro l’altro: per poter amare devi poter morire. San Francesco d’Assisi amò così tanto il suo Amato da diventare come lui, tanto da portare nel corpo le sue stimmate. Era un “altro” Gesù! Chi ama si comporta così. L’amore non è il sentimento. L’amore tutto scusa, tutto crede, tutto supporta. Non gode dell’ingiustizia, della malizia».
E soprattutto amore non è possesso, come suggerisce San Francesco. «Pensate al femminicidio: lo commettono uomini che credono d’amare, invece possiedono la donna, e lo scambiano per amore. Sa amare, invece, solo chi sa accettare un “no”».
“Sono stato è amato quando non ero “amabile”
Carità perfetta, conclude Don Fabio Rosini, «vuol dire anche un’altra cosa: che è imperfetta ed arriva ad essere perfetta».
«Dice Gesù: amatevi come io vi ho amato. Il problema che abbiamo con l’amore è “da dove parte”. Perché potrebbe nascere con l’ego, con l’estetica. Ma l’amore non è un problema di perfezionismo. L’amore cristiano, che Dio ci dona, è una risposta, un processo. Che per coglierlo bisogna prima essere amati. E per essere amati, bisogna sperimentare prima i propri peccati. Infatti si inizia a conoscere l’amore, quando si sperimenta il perdono, nella schifezza che si produce, nella bruttezza che usciva da se stessi. “Sono stato è amato quando non ero “amabile”».
«L’amore nostro – chiosa – è un amore di risposta: amiamo perché siamo stati amati. La nostra carità è perfetta, perché stata perfezionata. Pensate a Pietro: è stato perdonato e amato da Gesù proprio dopo il suo tradimento».
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