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Come rendere servizio al Vangelo con i mattoncini della Lego

Esiste una intera community virtuale di appassionati che ricrea scene della vita di Gesù

Lo “stop-motion” è una tecnica cinematografica “povera” che oggi spopola tra i giovanissimi grazie a YouTube. In realtà (ma forse i giovanissimi nemmeno lo sanno) è la ripresa di una tecnica in voga negli anni 1960/1970 per realizzare a basso costo, e senza gli effetti speciali ipertecnologici di oggi, film e serial di fantascienza e di fantasy. E comunque più di recente ci si sono cimentati anche maestri come Tim Burton e Steven Spielberg per certe riprese di alcuni dei loro lungometraggi più famosi.Il segreto sta nel fatto che chiunque può servirsene anche in casa e improvvisarsi cineasta ovunque: bastano una macchina fotografica automatica, un pc, soldatini, trenini e figurini vari, e molta fantasia.

Ci si costruisce una storia, la si realizza sul balcone di casa, in cantina o al parco mediante un piccolo diorama casareccio, poi con la macchina fotografica – ma adesso pure con lo smartphone – si scattano istantanee e, grazie ai programmi shareware che si trovano gratuitamente sul web, anche un dummy è in grado in breve tempo di montare le sequenze e di renderizzare un video, con tanto di parlato e suoni. Ne escono così quei filmetti “a scatti” che un dì fecero la fortuna del pionieristico serial britannico “Thunderbirds”.

Ebbene, anche lo “stop-motion” è stato messo al servizio della verità. Esiste infatti una intera community virtuale di appassionati della Lego che con i famosi mattoncini ricrea scene della vita di Gesù o comunque soggetti religiosi che poi trasforma in “corti d’autore” inondandone la rete. Tutto, infatti, davvero tutto è strumento.

Fonte: IlTimone.org

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