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“Lightyear” della Disney: “Cinema al servizio dell’ideologia”

L’attore che doppia il personaggio ha attaccato i critici definendoli “idioti”, e la produttrice ha affermato che ci sono restrizioni basate su “convinzioni retrograde”

Il film Lightyear, della Disney, è “cinema al servizio dell’ideologia”, ha dichiarato il sacerdote spagnolo Francisco Javier “Patxi” Bronchalo, della diocesi di Getafe, in alcune dichiarazioni all’agenzia cattolica di notizie ACI Prensa.

La pellicola riporta una relazione tra due donne e mostra un bacio omosessuale tra di loro. Il film è stato proibito in 14 Paesi, venendo ritenuto inadeguato al pubblico infantile. Anche nelle società occidentali ha suscitato reazioni critiche per motivi come quelli menzionati da p. Francisco Javier:

“Ogni film ha un’antropologia, una visione di uomini e donne, una cosmovisione, una visione del mondo e una teologia, una visione di Dio. In questo caso, il cinema, e ancor più il cinema infantile, viene usato per introdurre una certa visione di mondo (…). In fondo, sono il cinema e la cultura al servizio dell’ideologia”.

Ideologia di genere

L’ideologia a cui si riferisce il sacerdote è quella detta “di genere”, le cui tesi affermano, tra varie controversie, che sia l’identità di genere che l’orientamento sessuale umano sarebbero “costruzioni socio-culturali”. Per questo, in base a questa ideologia, una persona nata biologicamente con le caratteristiche fisiche del sesso femminile potrebbe ad esempio dichiarare un’“identità di genere” maschile, e anche presentare un’ampia gamma di possibili orientamenti sessuali.

Gruppi di attivisti che diffondono l’ideologia di genere sostengono che i Governi devono implementare politiche pubbliche che proibiscano quello che definiscono genericamente il “preconcetto” nei confronti dei loro punti di vista, riducendo qualsiasi dibattito a “discorso di odio”, e nella pratica attaccando direttamente la libertà d’espressione di chi desidera discussioni più approfondite e obiettive sulle basi di questa ideologia.

Un panorama degli studi che mettono in discussione le premesse dell’ideologia di genere può essere visto nel documentario norvegese Hjernevask (Lavaggio del Cervello), prodotto in 7 episodi nel 2010 dal sociologo e attore Harald Eia. Gli episodi sono stati trasmessi in Norvegia dalla rete televisiva TV NRK1, e hanno messo in discussione la credibilità dei difensori dell’ideologia di genere nei Paesi scandinavi.

Gli attivisti definiscono i critici “idioti” e “retrogradi”

Una dimostrazione ricorrente della mancanza di basi scientifiche e di argomentazioni oggettive da parte dei militanti dell’ideologia di genere è il fatto che ricorrano sistematicamente a sminuire chi li mette in discussione.

Un esempio eloquente è giunto dalla stessa équipe di Lightyear: durante un’intervista all’agenzia Reuters il 14 giugno, l’attore Chris Evans, che doppia il personaggio principale, ha insultato le persone che hanno criticato il film definendole “idiote”.

Sulla stessa linea, la produttrice del film, Galyn Susman, ha dichiarato all’agenzia AFP in modo riduzionista e generalizzante che i 14 Paesi che hanno proibito la diffusione della pellicola lo hanno fatto sulla base di “convinzioni retrograde”.

“Siamo stati avvertiti che si sarebbe potuto verificare, ma non avremmo cambiato il film che volevamo realizzare solo per qualche Paese con, in mancanza di una definizione migliore, convinzioni retrograde. Tutti noi abbiamo idee diverse su ciò che rende un film accettabile per la proiezione in famiglia”.

P. Francisco Javier Bronchalo commenta:

“Le famiglie devono educare e insegnare (…) È un’opportunità di educare, di spiegare quali contenuti non sono positivi, come il fatto che un attore definisca i critici idioti”.

Fonte: Francisco Vêneto | Aleteia.org

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