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Sesso e religione: così i giovani creativi uccidono fantasia e sentimento

L’arcangelo che annuncia a Maria la nascita di Gesù ha in mano una confezione della pillola del giorno dopo. È l’idea prodotta da degli studenti di un liceo artistico, vincitrice del concorso bandito dalla Società medica italiana per la contraccezione e diventata uno spot che ha fatto molto discutere…

Non vanno a Messa. La Chiesa e i suoi precetti li lasciano indifferenti. Cristo è un oscuro personaggio di scarso interesse. Eppure nei figli della secolarizzazione, mai stati a catechismo, la religione pare sia un’autentica ossessione. Non si spiegano altrimenti i risultati del concorso, o gara, o quel che è, proposto per il terzo anno di fila dalla Smic, Società medica italiana per la contraccezione, agli studenti del quarto anno dei licei artistici. Tema: le infezioni a trasmissione sessuale, la contraccezione e la contraccezione d’emergenza.

Sulle malattie gli studenti creativi non hanno creato un granché. Ma sugli altri due temi ci han dato di buzzo buono. I risultati? Botticelli e Tiziano si reggano forte. I vincitori hanno preso l’Annunciazione e messo in mano all’arcangelo una confezione di ellaOne, la pillola del giorno dopo. I secondi classificati, nel Giardino, hanno convinto il serpente a porgere a Eva un preservativo.

Nuovo e Antico Testamento in cima ai pensieri. Ma c’è di più. La pillola del giorno dopo è «luce divina che accompagna il preservativo» (veramente lo sostituisce fuori tempo massimo…), lo stesso preservativo «fa miracoli».

Questi sarebbero i creativi. Abbinare il sesso alla religione è la morte della creatività, è la solita zuppa, è roba da pubblicitari bolliti ben oltre la fine della carriera, non da baldi e freschi diciottenni. E tutta questa religione, poi? Madonne, peccati originali, divino e miracolo… L’area semantica della fede cristiana viene saccheggiata a man bassa. Un pensiero però rincuora: questi non sono «gli» studenti dei licei artistici italiani.

Il comunicato della Smic, dietro i soliti toni roboanti da advertising stile ventesimo secolo, non precisa quante classi abbiano partecipato. È lecito dedurne che, se fossero state tante, lo avrebbero specificato. E il sospetto è che i licei coinvolti si contino sulle dita di una mano. Dobbiamo gridare alla bestemmia? È esattamente quello che desiderano i quattro gatti privi di fantasia per uscire dall’oblio, quindi no. Dovendo sussurrare qualcosa, vale la pena sottolineare la persistente separazione tra sesso e amore. Il vero miracolo, ragazzi, sarebbe far riapparire i sentimenti. Dove li avete ficcati?

Fonte: Umberto Folena | ToscanaOggi.it

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