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LA SPEZIA: un centinaio le sentinelle spezzine per dire il loro si alla famiglia

Un grande “sì” alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Lo hanno detto un centinaio di persone, che hanno partecipato ieri sera alla veglia delle Sentinelle in Piedi in Piazza Garibaldi alla Spezia, contro i disegni di legge Cirinnà e Scalfarotto. Disposti a scacchiera, leggendo un libro per un’ora, in silenzio, hanno dato una testimonianza di popolo, vera e gioiosa, per la famiglia e la libertà di espressione, senza rispondere alle provocazioni di alcuni contestatori.

«Non siamo contro alcuna persona – ha detto il portavoce -, non siamo contro i diritti di alcuno. Non ci omologhiamo al pensiero unico dell’ideologia del gender, che vuole dividere le persone secondo l’orientamento sessuale e vuole creare contrapposizioni che non esistono».

«Pochi ne sono consapevoli, ma oggi ci troviamo di fronte ad una sfida epocale. Ci vengono presentati come traguardi straordinari per la società proprio quelle leggi che mirano a distruggerne la cellula fondamentale, la famiglia, e quelle leggi e iniziative che intendono liquefare l’identità umana come è data dalla natura».

«È quanto sta accadendo con il ddl Cirinnà sulle cosiddette “Unioni civili” – da poco approvato in Commissione Giustizia al Senato -. Unioni civili è un termine costruito ad arte per dare l’illusione diritti e legittimità a un sentimento negato.

Ma il matrimonio non è un istituto giuridico fondato sul sentimento, non è l’istituzionalizzazione del “love is love”. Il matrimonio è l’unione stabile e fedele di un uomo e una donna, l’unica unione capace di generare la vita. A nessun bambino si può negare – con la forza della legge – di crescere con un padre ed una madre, così come nasce. Per questo, la Costituzione riconosce alla famiglia una priorità rispetto allo Stato. In famiglia crescono i nuovi cittadini, che solo qui imparano l’accoglienza della diversità e la complementarietà. Il matrimonio è l’istituzione attraverso cui un uomo e una donna si impegnano pubblicamente per il futuro della società. Noi non lasceremo che la corruzione dilaghi fino a distruggere la famiglia».

«Il ddl Cirinnà apre alle adozioni e alla pratica dell’utero in affitto, che attraverso la fecondazione artificiale eterologa “produce” bambini, sfruttando donne spesso molto povere, per soddisfare il desiderio di due adulti che vogliono diventare genitori a tutti i costi. E chi pensa ai bambini, che vengono privati della madre e che non possono neanche far sentire la propria voce? Nell’ordinamento italiano, l’adozione non prevede un “diritto al figlio”, ma il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia».

«La famiglia è diventata terra di conquista. Nel giro di pochi mesi, il Parlamento ha approvato il “divorzio facile” e il “divorzio breve”. E’ diventato più facile rompere una famiglia – protetta dalla Costituzione – che disdire una linea telefonica. Con le sentenze della magistratura sulla fecondazione eterologa e sull’adozione, si procede a marce forzate verso la dissoluzione dei legami familiari, dando un’illusione di libertà, ma rendendo ogni persona – a partire dai bambini – più isolata e debole.

Invece di rafforzare la famiglia, il governo e molta politica, ad ogni livello, assecondano le richieste di lobby potenti e spregiudicate. E’ notizia di qualche giorno fa che 379 grandi aziende statunitensi hanno sottoscritto una petizione indirizzata alla Corte Suprema USA per riconoscere la legittimità delle “nozze” gay in tutti gli Stati Uniti. L’elenco è impressionante: da Microsoft ad Apple, da JPMorgan a Walt Disney, da Coca Cola a Facebook».

Infine il ringraziamento alle Forze dell’ordine, «che con il loro prezioso lavoro hanno permesso lo svolgimento della veglia».

ECCO I MOTIVI CHE MUOVONO LE SENTINELLE A VEGLIARE IN SILENZIO
GUIDO, MARCO, CECILIA, MICHELE E  ANNALISA OGGI C’ERANO PER DIRCI CHE:

«Credo sia un atto di grande responsabilità scendere in piazza in difesa di quei valori che la politica, annacquata dalla corruzione morale e sociale, vuole distruggere – ha commentato Guido al termine della veglia -. E’ sempre più chiaro che il “pensiero unico” vuole impadronirsi del nostro futuro violando l’identità dei bambini e della famiglia. Le persone con tendenze omosessuali sono strumentalizzati dal sistema che li usa come parafulmini in questa tetra tempesta. Le scelte di ognuno vanno rispettate, ma il matrimonio e la famiglia sono un’altra cosa. Chi li vuole indebolire, finisce per mettere in pericolo i più piccoli, i bambini».

«È stata una bellissima testimonianza – ha aggiunto Marco -, da parte di chi non si stanca di affermare la bellezza e l’unicità della famiglia, contro chi grida perché privo di argomenti. E’ fondamentale il passaparola per portare questo messaggio di speranza e di verità a chi ancora non è coinvolto».

Cecilia: «Grazie agli organizzatori della veglia di oggi a la Spezia e in particolare a Guido per la sua testimonianza. Grazie per essere stati presenti in tanti e per sostenerci a vicenda. Grazie perché nel silenzio possiamo comunicare a tante persone che il governo vuole approvare leggi liberticide e contro la famiglia, all’insaputa dei suoi cittadini. Grazie perché, anche se i grandi mezzi di comunicazione non parlano di noi, in molti si fermano, chiedono, si informano e partecipano con noi alla veglia successiva».

«E’ stata un’altra importante occasione per ribadire che la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, come riconosce la Costituzione – ha commentato Michele -; che tutti i bambini per poter crescere hanno bisogno dell’educazione impartita da una mamma e da un papà; che la vita umana non può essere acquistata come se fosse una merce da supermercato; che quella dell’utero in affitto è una pratica vergognosa, lesiva della dignità delle persone; e che ogni vita umana è sempre e solo un meraviglioso dono, dal suo naturale concepimento, alla sua naturale fine. Ritengo sia fondamentale riaffermare con chiarezza e decisione questi principi perché, malgrado rappresentino il fondamento della società civile, mai come in questo periodo vengono messi fortemente in discussione».

Annalisa: «La veglia silenziosa è una testimonianza forte, specie verso chi vorrebbe governare le coscienze e impedire la libertà di espressione. Affermare quello che già asserisce la Costituzione Italiana che il matrimonio è un’unione tra uomo e donna è ormai diventato un tabù. Per questo si deve scendere in piazza, per rompere questa orribile tendenza».

«E’ stata una grande esperienza di verità – conclude Marco -. Andando controcorrente, abbiamo messo al centro i più deboli e il futuro di tutti: i bambini».

di Francesco Bellotti

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