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Ci sono due nuovi pinguini gay, e a noi tocca rispolverare la “Zoo parade”

Ennesima coppia di pinguini maschi a cui mettono un uovo tra le zampe per sostenere la “naturalità” della famiglia omosessuale. Allora parliamo degli ermellini pedofili e dei delfini stupratori

Ciclicamente tocca riporre la domanda: sicuri che prendere a modello la “naturalità” degli animali sia un buon argomento per campagne Lgbt, stepchild adoption, utero in affitto e società fluida? E come la mettiamo con le talpe pedofile, le anatre stuccatrici, il livello esilarante del dibattito?

I pinguini gay che “adottano” un uovo

Andiamo con ordine: qualche giorno fa lo zoo di Syracuse, New York, ha postato su Twitter le foto di un tenero pulcinetto covato dall’ennesima coppia di pinguini gay e sulla quale il Washington Post non poteva che fiondarsi a pesce per diffondere urbi et orbi il lieto annuncio: «Due pinguini di Humboldt maschi che hanno adottato un uovo durante la stagione riproduttiva sono i nuovi orgogliosi genitori adottivi di un pulcino dal pelo arruffato», al Rosamond Gifford Zoo di Syracuse assicurano che la loro «prima coppia omosessuale ad avere assunto questo ruolo» sta facendo un «ottimo lavoro».

“Naturalmente” questi due poveri pinguini, Elmer e Lima, non hanno adottato proprio nessun uovo, gli è stato letteralmente infilato tra i piedi, e di naturale in questa storia come vedremo non c’è nulla, ma nemmeno c’è qualcosa di nuovo: quando Inca e Rayas hanno ricevuto il loro “uovo” da curare dalle mani dei responsabili dello zoo di Madrid il Corriere ci aveva raccontato tutta l’agitazione e i sacrifici, all’interno di una relazione «poco ortodossa», sopportati da due pinguini che avevano «iniziato a frequentarsi sei mesi fa», e a cui lo zoo aveva pensato di «dare un qualcosa per il quale potessero stare insieme», qualcosa come un uovo, ha spiegato la custode, «per evitare che si deprimessero».

Lo storytelling stucchevole del Washington Post

Già allora il più sprovveduto dei lettori non poteva faticare a cogliere urgenti riferimenti all’attualità, ma il Wp osa di più sul piano dell’antropomorfizzazione: Elmer e Lima non sono due semplici pinguini gay ma due pinguini «esemplari» per «dedizione e cura» dimostrate verso l’uovo salvato da una famiglia tradizionale. Sì perché pare che le coppie “riproduttive” dello zoo con le uova ci facessero una frittata, troppi gli episodi di “rottura involontaria”, «ci vuole pratica», e così il direttore Ted Fox ha pensato di affidare un uovo ai due maschi. E che hanno fatto Elmer e Lima? Ma «si sono presi cura del pulcino nutrendolo e tenendolo al caldo» dimostrandoci così che «le famiglie non tradizionali fanno un ottimo lavoro nell’allevare i bambini».

Va da sé che l’articolista tenesse a ricordarci la storia dei «genitori modello» Skipper e Ping, che hanno adottato un uovo allo zoo di Berlino, delle pinguine Electra e Violet «diventate mamme per la prima volta» in Spagna, e che a causa del declino della popolazione dei pinguini di Humboldt dovuto alla crisi climatica il Rosamond Gifford Zoo non esclude di «dare a Elmer e Lima maggiori responsabilità genitoriali», «la coppia sarebbe sicuramente la migliore candidata “per adottare le uova future”».

Ci mancava il prete che tifa pinguini gay

A buttarla davvero in vacca tuttavia non è stato uno zoo o un giornale liberal progressista ma un prete: padre Thomas J. Reese, un sacerdote gesuita cattolico americano, analista senior del Religion News Service (Rns) ed ex editorialista del National Catholic Reporter. Che ha pensato bene, il giorno dell’uscita del pezzo, di twittarlo così: «Vescovi cattolici, prendete nota: coppia maschile di pinguini, i primi genitori adottivi dello stesso sesso dello zoo di New York, stanno facendo “un ottimo lavoro” allevando un pulcino». A rincarare la dose e la confusione citando a sproposito genitori e adozioni same sex ci hanno pensato gli utenti Lgbtq irridendo chi ritiene che la famiglia naturale si fondi sull’unione di un maschio e di una femmina: «Se due pinguini possono fare un ottimo lavoro a proposito perché non dovrebbero gli uomini?».

 

 

La leonessa che si mangia i cuccioli non è “naturale”?

Ovviamente di naturale nel fatto che il direttore di uno zoo consegni un uovo a due pinguini, o nel chiamare “mamme per la prima volta” due pinguine come se un pinguino non ci avesse messo del suo, o nel fatto che il genere umano si raduni su twitter e nelle redazioni meditando sul prendere esempio dai pinguini non c’è assolutamente nulla.

In compenso, a proposito di modelli presi in prestito dal regno animale, c’è molto altro da dire e il nostro Rodolfo Casadei lo ha già detto benissimo nel 2007 su Tempi nel suo pezzo intitolato “Zoo Pride” che non ci stancheremo mai di riproporvi. E che appunto riproponiamo (lo trovate qui) ricordando questo: per ogni magnificat della stepchild adoption a mezzo pinguino potrebbe esistere un pedofilo che rivendica la naturalità delle sue pratiche in base al comportamento degli ermellini. E che dire dello stupro quando il sesso forzato è praticato da ragni, mammiferi erbivori e uccelli? Sapete come fanno sesso le oche o gli scarabei d’acqua? E degli stupri di gruppo dei delfini a naso a collo di bottiglia intervallati da rapporti omosessuali? E delle violenze degli elefanti ai danni di rinoceronti poi uccisi? Le orge dei cavallucci marini e degli scimpanzé?

Quanto alle aspirazioni genitoriali, sappiate che ai pinguini gay la cova piace al punto da rubare le uova delle femmine o arrivare a covare sassi. Nel tentativo di irridere padre Reese Michael Hettrick ha postato un video della Cnn con una leonessa che si divora i cuccioli a tre giorni dal parto. Bazzecole rispetto a quello che fanno certi mammiferi quando uccidono i piccoli di primo letto della femmina o le provocano l’aborto del cucciolo di un altro maschio, del quale intendono prendere il posto. Davvero vogliamo ancora prendere a modello la sessualità del mondo animale per giustificare la pretesa di “normalizzare” famiglie “non tradizionali” e altro ancora?

Fonte: Tempi.it

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