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La festa di San Francesco: giornate di fede e solidarietà

Giovedì prossimo 4 ottobre è la festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Alla Spezia la celebrazione ufficiale si tiene a Gaggiola nel santuario cui è annesso il convento dei frati minori.

Mercoledì alle 18, nella vigilia della festa, sarà celebrata la “Liturgia del Transito, a ricordo del momento della morte del “Poverello”.

Giovedì, alle 18, il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti celebrerà la Messa solenne. Al termine, il sindaco Pierluigi Peracchini accenderà la lampada dei Comuni d’Italia. Verrà infine distribuito a tutti il “pane della pace e della solidarietà”, un gesto di perenne richiamo alla condivisione con i più poveri, al rifiuto della violenza, al rispetto del creato.
I giorni della festa sono occasione, proprio in tale spirito di grande condivisione e di solidarietà, per soffermarsi sull’attività della mensa del convento, a disposizione gratuita delle persone in difficoltà economiche o sociali. La mensa va avanti grazie ad un nutrito numero di volontari, circa quaranta, che si alternano ogni settimana. Il servizio è attivo tutti i giorni, escluso il mercoledì, a partire dalle 11.30. I volontari sono da un minimo di cinque ad un massimo di otto per turno. Al termine del servizio, gli stessi volontari contribuiscono alle pulizie ed al riordino della cucina e della sala. Ma chi sono i volontari, che negli ultimi anni sono aumentati di numero in modo significativo ? Si tratta di persone di età diverse, non solo pensionati, ma anche persone ancora in età lavorativa, che sentono forte il richiamo ad un servizio particolare di solidarietà. Si aggiungono poi anche ragazzi e ragazze con età compresa tra i venti e i trent’anni. Un’altra categoria è costituita dai volontari “periodici”, quelli che in periodi particolari dell’anno, soprattutto in prossimità del Natale, offrono il loro contributo al servizio mensa. Infine, ci sono le persone proposte al convento dall’ufficio esecuzione penale esterna, ovvero coloro che devono scontare condanne penali in forma alternativa al carcere, mediante lavori di utilità sociale. Per quanto riguarda gli ospiti, la persistente crisi economica e sociale ha visto un notevole incremento del loro numero, sino a circa settanta per giorno. Non solo: già dal 2016 almeno il settanta per cento di chi si rivolge alla mensa è composto non più da non italiani (nord africani, rumeni, slavi), bensì da ospiti italiani, di cui almeno il quaranta per cento è costituito da pensionati ultra sessantenni. L’accesso alla mensa avviene previa presentazione di un tesserino, rilasciato al momento dell’accoglienza dopo un breve colloquio. Ci sono poi persone che, pur vivendo in condizioni precarie, dispongono di un alloggio e pertanto preferiscono ricevere un sacchetto contenente un pasto caldo da consumare nella propria abitazione, ed anche a loro si provvede.

Alessandro Bartocci

 

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