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LA SPEZIA – UNITALSI in processione con la Madonna di Lourdes

LA SPEZIA  –  Quasi duecento persone hanno partecipato martedì sera alla processione di chiusura del mese mariano di Ottobre. La processione, organizzata dall’UNITALSI e presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, è partita dalla chiesa di San Pietro a Mazzetta, e ha raggiunto la cripta di Cristo Re. Durante il percorso, i fedeli hanno pregato per tutti i popoli del mondo, recitando le decine del rosario in italiano, francese, inglese, rumeno e in una lingua indiana. La processione ha fatto sosta davanti all’ospedale Sant’Andrea, per pregare per i malati.

In cripta, in una breve riflessione, il vescovo ha ricordato che Maria era sotto la croce di Gesù, e che lì ha ricevuto dal figlio il mandato di essere madre delle Chiesa, e questo ci consola, specie nelle difficoltà.

Il giorno successivo, il primo novembre, mons. Palletti ha celebrato la solennità dei Santi nella cattedrale di Cristo Re.

«Oggi diamo gloria ai Santi, nella consapevolezza che la santità non è per pochi, ma una vocazione per tutti», ha sottolineato il vescovo nell’omelia. «Di alcuni santi portiamo i nomi e ne chiediamo la particolare protezione. Alcuni di loro hanno dato la vita per Cristo, o l’hanno messa a Sua disposizione, o hanno compiuto opere di carità in Suo nome. Ma bisogna ricordare che chiunque vive e muore in stato di grazia è santo».

«Quando pensiamo alla santità pensiamo ai miracoli e a opere grandi. Ma la santità scaturisce da un dono di Dio, che ci fa Suoi figli nel battesimo». Il battesimo è il presupposto, l’essenza della santità. E’ un dono gratuito. Poi ci viene richiesto di vivere in modo nuovo. La radice della santità è un dono di Dio, lo sviluppo sta poi all’adesione personale. Bisogna crescere nella Parola, nella carità, nella verità della fede, mettere in comunione con gli altri. Gesù ci rende liberi, per essere disponibili alla santità. Ma serve la nostra adesione: “Se vuoi, vieni e seguimi”.

«Alcuni santi Dio ha voluto che ci fossero di esempio e che possiamo chiederne l’intercessione. Ma ce ne sono anche molti altri, sconosciuti, che pure sono stati eroici nell’affrontare le difficoltà e fermi nella fede. Non sono noti agli uomini, ma non a Dio». Anche noi possiamo diventare tali, se ci rendiamo conto che Dio ci ha creato per la santità e formiamo la nostra vita di conseguenza. Divresamente, anche se compiamo cose buone, le chiudiamo dentro un orizzonte terreno. «Tutti siamo chiamati alla santità, tutti siamo chiamati ad accogliere la responsabilità di tale chiamata. Ecco allora l’importanza della Parola, dei sacramenti, del vivere, pensare e parlare secondo il Vangelo, e dell’essere in comunione con gli altri. La santità è personale ma nella e per la Chiesa e per il bene comune».

«Nessuno di noi dimentichi la meta così grande per cui siamo stati creati, nè cessi di ringraziare il Signore per il grande dono della vita cristiana», ha concluso Palletti.

In questi giorni, i cimiteri di tutta la provincia vengono visitati da molte persone in occasione delle ricorrenze dei Santi e dei Morti.

Francesco Bellotti

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