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SINODO GIOVANI – Verso il Sinodo con tanti film: SLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA #2a proposta

SLAM TUTTO PER UNA RAGAZZA

di Andrea Molaioli

con Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli,

Fiorenza Tessari

Italia 2016 // Durata: 100’ // Drammatico

 

Il film in un tweet

Samuele e Alice si conoscono per caso in un appuntamento di lavoro della

madre di lui. Scocca la scintilla: interesse e fascino li avvicinano nell’animo

e nei corpi. Tanta vita che cozza con la leggerezza, la cifra della giovinezza.

 

La sfida

È possibile imparare la responsabilità anche nella giovinezza? È una dimensione

solo dell’adultità? Come educare a questo orizzonte di vita? Rispondere

delle proprie azioni, immaginarle, progettarle, custodirle, difenderle, farle

avanzare: cosa significa per un adolescente?

 

La condizione umana

Non c’è giovinezza senza innamoramento. C’è, invece, giovinezza senza

amore che richiede tempo, pazienza, custodia, sapienza, gratitudine e cura.

La giovinezza, d’altronde, ha tinte forti, incaute, curiose e impavide. Samule

e Alice sono espressione narrativa di questo particolare spazio che sussiste tra

un innamoramento, un bombardamento alchemico di emozioni, e l’amore

come sentimento solido frutto di scelte, progetti, adattamenti, sacrifici e conoscenza

profonda.

Stupenda è l’attrazione che li avvicina tanto da fargli sentire il profumo del

desiderio dell’altro, della conquista della sua attenzione e della possibilità

di lasciarsi andare in tanti modi a questo fiume che li porta ad esondare. A

sentire finalmente qualcosa di travolgente che li distrae dalla noiosa vicenda

del quotidiano sufficientemente diverso per entrambi. Sono le stesse emozioni

che li portano a non considerare quanto stanno facendo, a vivere tutto e subito

al di là di ogni pensiero. Si fa presto ad esondare, un po’ meno a rientrare e a

prendere coscienza che l’asticella del livello dell’acqua si è alzata parecchio e

richiede una certa capacità di governo della situazione.

Molaioli racconta le onde di piena, di prendere e lasciare dei due ragazzi, con

sincerità sapendo che nel frattempo le cose accadono, sebbene Samuele non

voglia prendersi cura di questo legame contrariamente ad Alice che in lui aveva

trovato una quiete insolita. La vita bussa prepotente come la sessualità attraversata

e bisogna prenderne atto. Samuele e Alice sono battezzati, avviati alla maturità,

dalla vita che non aspetta i tempi della giovinezza. Quella creatura che si

fa largo nel corpo di Alice sussurra ad entrambi che l’anestesia adolescenziale è

finita. Slam, benvenuti al mondo!

 

Una rilettura del film teologico-pastorale

a cura di Francesco Riccio, delegato della Pastorale Giovanile delle diocesi della

Campania

Samuele e i suoi sogni di adolescente sono al centro di questo film che riesce

a fotografare la realtà del tempo in cui viviamo. L’incontro tra Samuele e Alice

è altrettanto ben disegnato dal regista. Ci sono gli sguardi che provano a rubare

l’attenzione dell’altro, parole incerte in cerca di possibilità, desiderio che quel

momento si trasformi in una storia, magari lunga o forse breve, eterna per quanto

durerà. Su quel divano, oltre a Samuele e Alice, si siedono affianco due mondi

paralleli, due tipi di famiglia con storie completamente differenti e che hanno già

segnato fortemente la vita dei due giovani in cerca d’amore.

Alice porta in sé la storia di una famiglia borghese, di un’educazione fatta di

infinite opportunità. Esse sono i suoi ripetuti desideri di fare o diventare, spesso

conclusisi in veri e propri disastri, comunque sostenuti da ritrovate possibilità

di una famiglia economicamente agiata. Per Alice ogni sogno è trasformato in

realtà dai suoi genitori.

La vita di Samuele e tutt’altro. Il giovane fa i conti ripetutamente col suo passato

che gli affolla il presente. Il legame con la nonna e la mamma è segnato da un

infausto destino che scocca precisamente al sedicesimo anno di vita, la maledizione

della maternità indesiderata. La nonna prima, e la mamma dopo, hanno

dovuto accantonare sogni e velleità per dedicarsi prematuramente ad una maternità

indesiderata, vissuta come un “errore” di gioventù. La famiglia di Samuele fa

i conti con le bollette a fine mese, con storie apparentemente più ingarbugliate

rispetto a quelle della famiglia di Alice. Si passa dal padre di Alice che programma

la vita di tutta la famiglia al padre di Samuele che ha tutti i connotati di un

eterno adolescente. Eppure nella famiglia di Samuele non manca il dialogo e un

senso di affetto tangibile, non altrettanto rintracciabile in casa di Alice.

Samuele sogna e corre con il suo skateboard, sogna un futuro bello e con lo

skateboard prova a fuggire dal destino di famiglia.

Dopo il divano del primo incontro per i due ragazzi comincia la possibilità di

una relazione affettiva seria. E come spesso accade il passaggio tra una relazione

poco seria a seria paga il dazio del rapporto sessuale. A questo punto la storia

sembra ripetersi e il destino prendere il sopravvento. Alice e Samuele scoprono

di attendere un bambino, la loro scelta coraggiosa di tenerlo, l’ostilità di entrambi

i genitori che, se pur diversamente, coltivavano futuri diversi per i loro ragazzi,

allarga decisamente il respiro del film. Ritorna un divano che questa volta fa

accomodare scomode situazioni, non più parallele ma messe l’una di fronte

all’altra dagli eventi della vita. Si creano alleanze, si scopre che una apparente

ripetitività di eventi può segnare sempre e comunque una novità di vita. Il film

parla di solidarietà e libertà, di responsabilità ad essere protagonisti della propria

vita, a non piegarsi sotto il peso di pensare alla propria vita come un déjà-vu.

Fonte: SdC.it

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