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Allianz Italia. Dualità scuola-lavoro sul modello tedesco per sessanta liceali

 

 

la responsabile del progetto Letizia Barbi: speriamo diventi progetto apri-pista, risultati molto positivi

Assunti a 17 anni mentre si va ancora al liceo. Sembra fantascienza ma succede a Milano dove 60 ragazzi di cinque istituti superiori hanno l’opportunità di cimentarsi un un ambizioso progetto di dualità scuola-lavoro. Allianz Italia ha deciso di osare importando il modello tedesco. Letizia Barbi, responsabile del progetto, è convinta che si possa e si debba lavorare in questa direzione. E fare da apripista spingendo altre realtà a fare altrettanto.

Una scelta coraggiosa quella di assumere dei minorenni, perché lo avete fatto?

La nostra matrice tedesca ci ha spinto a fare questo esperimento che va oltre l’alternanza. Noi offriamo ai ragazzi un contratto di apprendistato di due anni, con un terzo opzionale e uno stipendio lordo di settemila euro più i benefit aziendali come buoni pasto e spese mediche. L’impegno è concentrato durante l’anno scolastico in tre giorni al mese, mentre d’estate il lavoro è continuativo per diverse settimane con una pausa ad agosto. Attualmente abbiamo sessanta ragazzi, per metà del quarto anno e per metà del quinto.

Quali competenze apprendono da voi?

Ci sono le competenze specifiche, legate all’ufficio in cui vengono destinati, da quello legale a quello statistico, e poi quelle più importanti del lavorare in gruppo, saper comunicare, parlare in inglese. La cosa più bella è il dialogo tra generazioni, si sono integrati tutti benissimo. I ragazzi elaboreranno un loro progetto che presenteranno all’esame di maturità. Ma questa esperienza farà anche curriculum in maniera ufficiale. Siamo infatti gli unici ad aver ottenuto in Italia la certificazione Dual Projetc secondo il modello tedesco con il riconoscimento del junior specialist in scienze assicurative finanziarie. E non escludiamo di fare delle assunzioni a tempo indeterminato.

Come vengono selezionati gli studenti? In base al merito scolastico?

Innanzitutto abbiamo selezionato le scuole, il primo anno abbiamo avuto delle difficoltà, ma abbiamo incontrato dei presidi illuminati. Selezioniamo le candidature volontarie dei ragazzi che in genere hanno voti altissimi e anzi li migliorano. Nel caso (improbabile) che venissero bocciati il programma si interromperà in maniera automatica. Comunque i più difficili da convincere sono i genitori, che si preoccupano in maniera eccessiva.

Fonte: Avvenire.it

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